Categories: Cenni Storici

27 Aug 2010, Comments (0)

Il Mobile Veneto nell’800

Author: Renzo

Nell’800, il Veneto subisce le mode d’oltralpe e vede lentamente disperdersi il grande patrimonio di arredi che per secoli aveva abbellito case e palazzi. Tra gli artisti che influenzarono il gusto di quegli anni vanno ricordati Giuseppe Borsato (1771 – 1849), il quale ha lasciato la sua impronta nell’arredo del Palazzo Reale a Venezia e Giuseppe Jappelli (1783 – 1852), architetto e progettista di giardini, ha realizzato, a Padova, il Caffè Pedrocchi con un elegante e sobrio arredo in stile Impero.

Tra i maestri mobilieri della seconda metà del secolo va nominato Valentino Panciera Basarel (1829 – 1902) . Il suo stile fu influenzato dal Brustolon, suo concittadino, eseguì intagli in noce e ciliegio di grande valore, tanto che per la loro bellezza e singolarità, i suoi mobili comparvero nelle esposizioni internazionali italiane e straniere.

Nel 900 nasce la moderna industria del mobile, che ora viene chiamato mobile in stile che si basa su modelli veneti già collaudati in altri campi come il tessile, il vestiario e il calzaturiero, dando vita agli odierni laboratori industriali.

Alla produzione di mobili in stile, sviluppatasi a Cerea nel veronese, nel cittadellese e nel montagnanese, si affianca una presenza di antiquari, di botteghe artigianali di restauratori e di doratori che continuano l’antica e nobilissima arte dei “marangoni veneti”.

Il mobile veneto raggiunge il suo massimo splendore nel 700, le botteghe artigiane di Venezia rappresentano il più fertile centro di produzione di mobili in Italia; solamente a Venezia erano oltre trecento le botteghe con circa duemila lavoratori.

Oltre al susseguirsi degli stili Luigi XV, Luigi VI, ecc, va evidenziata l’ampia varietà di tipologie di mobili che si adattano ai nuovi costumi: la donna assume nella società un posto importante ed ecco che vengono creati mobili da donna come scrittoi più piccoli, mobili da bagno , ecc. Si propaga inoltre il mobile laccato : il mobile viene prima dipinto con motivi floreali e quindi ricoperto da una vernice trasparente chiamata sandracca.

27 Aug 2010, Comments (0)

Il Mobile Veneto nel 600

Author: Renzo

Nel 600 scopriamo invece una vasta varietà di mobili ed un alta qualità nel confezionarli, gli artigiani veneti non producevano più esclusivamente per la nobiltà veneziana ma erano chiamati anche da ricchi borghesi e da principi sia italiani che stranieri. Per esempio, i duchi di Mantova, incaricarono l’ambasciatore di reperire mobili pregiati a Venezia per il loro palazzo.

Ecco allora che i falegnami veneti, si riunivano in corporazioni dal nome di “fraglie” “arti” o “scuole” dal luogo di riunione, chiamato anche “albergo”. I falegnami si dividevano poi in “ casseleri” , addetti a casse, cassoni nuziali e stipi; “ da fabbrica” , addetti alla carpenteria e agli infissi nell’edilizia; “ da noghera” , addetti alla costruzioni del mobile; “ remisseri” , spcializzati ad intarsiare, lastronare e impiallacciare; “ da soaze” , addetti a specchi e cornici, i quali collaboravano con gli “ squeraroli” nelle costruzioni delle gondole ed erano detti “ falegnami da negro”.

27 Aug 2010, Comments (1)

Il Mobile Veneto nel 500

Author: Renzo

Nel 500 la ricchezza della Repubblica Veneta comincia a diminuire, pur non riducendo lo sfarzo dei mobili e degli arredi. La tarsia pittorica verrà lievemente abbandonata mentre l’intaglio svilupperà la sua diffusione. L’ornamentazione dei mobili riflette gli elementi architettonici del periodo: lesene, grottesche, mascheroni, capitelli, volute e timpani ornano i cassoni, le credenze, ecc.

26 Aug 2010, Comments (0)

IL MOBILE VENETO nel 300 e 400

Author: Renzo

Nel 1300 gli arredi delle case erano estremamente semplici e molto pochi sono i manufatti ancora oggi conservati dopo guerre, devastazioni e i numerosi incendi che hanno impedito la loro salvaguardia. Si sono salvati alcuni manufatti in legno scolpito e dorato che vengono chiamati ancone, che custodiscono dipinti su tavola di tipo sacro, spesso composti in “polittici” e decorati con elementi architettonici come archiacuti, lesene e pinnacoli.

Nel 1400 invece, grazie al prosperoso commercio con l’Oriente e ad una sempre più diffusa ricchezza, si nota un momento di ripresa del mobile in Veneto. Nella seconda metà del secolo, si impone il nuovo gusto rinascimentale dovuto ai soggiorni padovani di artisti fiorentini come Donatello e Paolo Uccello. Intaglio ed intarsio toccano risultati estetici di grande pregio: la tarsia figurata, detta anche “pittorica”, conosce un stato eccellenza non comune con i fratelli Canozi Cristoforo e Lorenzo di Lendinara che lavorarono agli stalli lignei del Santo a Padova, mentre Francesco e Marco Cozzi sono autori di soffitti intagliati e dorati stalli lignei.