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Riconoscere gli Stili


CONOSCERE GLI STILI

Orientarti nel vasto e complesso mondo dell’antiquariato è un’impresa difficile. Dovrai acquisire esperienza visitando mercatini, bric-à-brac e botteghe. Subito ti parrà di trovare in ogni angolo quello che desideravi. Tutto stuzzica la fantasia: madie, poltroncine, vetrinette, pizzi, quadri, argenti e porcellane. Superata la prima fase “emozionale” I vorrai saperne di più. È giunto allora il momento di consultare qualche libro di storia dell’arte, di visitare musei e negozi di antiquariato e assistere aste. Piano piano inizierai ad apprezzare e riconoscere le finiture, le tecniche di costruzione e le caratteristiche dei periodi. L’Italia è uno scrigno prezioso e dovunque tu vada, Piemonte, Friuli, Toscana, Sicilia, verrai travolto dalla bellezza che i maestri ebanisti hanno profuso attraverso la loro arte nel tempo. Per “mobile antico” si intende un mobile costruito prima del 1880, ma qualche storico più severo anticipa questa data al 1830.

PEZZI RICERCATI

Stili 8 cavallo del XIX e XX secolo, come l’Art Déco degli anni 20, possono essere un valido acquisto per la lo’O bellezza e per la sicura rivalutazione economica. Molto ricercato è anche il “mobile rustico”, quello campagnolo, costruito in base all’utilità, spogliato di sovrastrutture e decorazioni ingombranti, spesso realizzato in casa o da artigiani locali per una clientela poco esigente.

GOTICO

Il gotico nasce in Francia alla fine del XIII secolo e influenza le arti maggiori e minori in Europa fino al XV secolo. In Italia si diffonde nelle regioni settentrionali, nel senese e nel napoletano. Le case contengono gono mobili essenziali e austeri, quali il grande tavolo massiccio, gli sgabelli, le panche e un cassone portato in dote dalla sposa. Sono massicci, in legno di rovere o noce, arricchiti da intagli e intarsi che ne aumentano il prestigio e il valore economico.

IMMAGINE CASSETTONE GOTICO pag9

Nel XVIII secolo il movimento romantico recupera parzialmente il gotico. Il periodo noto come Neogotico si protrae fino alla metà del XIX secolo, ma rimane abbastanza circoscritto e privo di grande penetrazione. Elementi neogotici si ritrovano nello stile Adam e Chippendale.

THOMAS CHIPENDALE [1718 – 1779]

Lo stile “Chippendale” nacque dopo la pubblicazione, nel ; 1754, del “Gentlemen and Cabinetmaker’s Director”, Nato come primo libro contenente i disegni dei mobili, divenne presto un testo di riferimento importante per la mo- l bilia inglese di quel periodo. Nello stile si fondono caratteristiche rococò Luigi XV, neogotiche, elementi orientali e in minor misura richiami al tardo Barocco. La fortuna di Chippendale fu proprio il saper accostare con naturalezza elementi così disparati donando loro un’impronta personale. Oltre che ebanista fu anche un abile organizzatore che si avvalse dei più abili artigiani disponibili. Molto famose furono le sedie da lui realizzate secondo uno stile improntato all’utilità, spogliato di sovrastrutture e decorazioni ingombranti, spesso realizzato in casa o da artigiani locali per una clientela semplice.

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ROBERT ADAM [1728 - 1792]

L’omonimo stile si diffuse in tutta l’Inghilterra passando poi in Francia e negli Stati Uniti. Rappresentava una rielaborazione sobria e lineare di forme classiche, mantenendo nel contempo la grazia e la delicatezza del precedente stile Rococò. Essendo anche un eccellente architetto-arredatore non considerava solo il mobile fine a se stesso, ma anche il luogo destinato ad accoglierlo. Fu chiamato a costruire e arredare molte case patrizie. 8 Londra e dintorni, che determinarono il gusto inglese del periodo. Molto spesso trasse ispirazione dai reperti rinvenuti durante gli scavi a Roma, Pompei ed Ercolano. Per ornare i suoi mobili si avvalse di molte tecniche: l’intaglio, l’intarsio, l’impiallacciatura e l’applicazione di placche bronzee.

RINASCIMENTO

Alla fine del XV secolo nasce in Italia il Rinascimento che si sviluppa fino al tardo XVI secolo. Appare prima in Toscana e poi si propaga in Europa, soprattutto nei paesi del nord, ancora con forti influenze gotiche. Poiché il movimento copre circa180 anni, è suddiviso in più periodi. Il primo Rinascimento (1400-1500) adotta uno stile lineare, i mobili sono arricchiti solo da bassorilievi. Nell’alto Rinascimento (1500-1540) lo stile esalta l’armonia fra architettura e decorazione. I mobili sono impreziositi dalla perfetta esecuzione diin1arsi che richiamano elementi architettonici, paesaggistici e naturalisti ci di altissimo pregio. Il tardo Rinascimento scivola verso lo stile Barocco, caratterizzato da forme pesanti, decorazioni eccessive e intagli lugubri. Gli ebanisti in questo periodo diventano veri artisti e firmano i loro preziosi manufatti.

BAROCCO

Il termine identifica la corrente artistica che caratterizza il XVII secolo e parte del XVIII. Alcuni affermano che la parola deriva dal portoghese “aljotre barrocco” che significa “perla irregolare”, altri sostengono che essa voglia dire “eccentrico, bizzarro” dal francese “baroque”. I mobili ornano i palazzi della nobiltà e le regge dei sovrani. L’uso della colla permette l’incastonatura di decorazioni in marmo, pietre dure, avorio, oro e argento che impreziosiscono i mobili. Iniziano anche a comparire mobili lastronati con legni pregiati. Anche la “marqueterie”, impiallaccia con listelli sottili di diversi colori per creare meravigliosi disegni, si fa raffinatissima. Le forme si incurvano, la scultura e l’intarsio fanno nascere colonne tornite, volute e conchiglie a pettine che accompagnano il barocco fino al XVIII secolo.

I mobili realizzati nel periodo barocco utilizzano tavole con uno spessore di circa quattro centimetri (inferiore a quello delle epoche precedenti). Negli incastri si nota un maggior numero di code di code di rondine (due o tre). Inizia inoltre l’uso della colla.

LUIGI XIV

Il periodo tra la seconda metà del XVII secolo fino al 1720 circa è permeato dal primo grande stile codificato e conosciuto come “Luigi XIV”. Il Re So le si circonda di bravissimi ebanisti e disegnatori che, con i loro manufatti, esaltano la personalità del sovrano assoluto. Nei loro sfarzosi oggetti appaiono le due “L” incrociate e altri simboli della casa reale 01 sole radiante e il giglio), Artefici e divulgatori dello stile sono Jean Bérain, Daniel Marot e Charles Le Brun. Il protagonista tuttavia è André-Charles Boulle, che utilizza la particolare tecnica decorativa dell’intarsio, ottenuto sovrapponendo due fogli incollati di uguale spessore, re, di ottone e tartaruga, sui quali incide la decorazione. Durante l’ultimo periodo del regno di Lui gi XIV si abbandona la grandiosità ornamentale in favore di manufatti più leggeri e aggraziati che anticipano lo stile “Reggenza”.

REGGENZA

È uno stile di passaggio e di ricerca in cui si riflettono mutamenti storici e sociali. Il potere reale, in attesa della salita al trono di Luigi XV, diminuisce. Si alleggerisce il gusto in favore di una concezione esistenziale più liberale. Le case vengono abbellite con mobili non più solenni e formali, ma eleganti e comodi. Coesistono linee curve e diritte. Vengono applicate decorazioni in bronzo su piedi a zampa di leone e di capra. Si eseguono scene figurative ed elementi vegetali stilizzati sui fianchi, bordi e fronte dei mobili. I legni formano intarsi geometrici, in cui la losanga è il motivo ricorrente. I cassettoni riducono il numero dei cassetti e le zampe sono eleganti e ricurve.

ROCOCO’

Durante lo stile Reggenza germoglia il Rococò. II termine deriva dalla parola francese “rocaille” che indica una moda decorativa eccessivamente bizzarra e appesantita da grottesche, arabeschi e conchiglie presenti nell’ultima fase del Luigi XIV e durante tutto il governo di Luigi XV, È uno stile leggero, raffinato e un po’ frivolo che anticipa il Neoclassicismo.

BAROCCHETTO

In Italia nasce il Barocchetto, che si diversifica dal Rococò per le sue forme gentili e ariose. Bellissimi i mobili veneti I  dipinti e laccati con la tecnica “arte povera”, sui quali vengono applicate delle stampe ritagliate, successivamente colorate e rese brillanti con più passaggi di sandracca. Le stampe più famose escono dalla bottega “Remondini” di 8as sano del Grappa, nelle quali vengono rappresentate figure pastorali, scene di nozze, le stagioni, vasi, frutta … Nell’ultimo periodo del Rococò italiano si affermano i mobili creati da Pietro Piffetti, grande ebanista piemontese, esecutore di splendidi manufatti per la famiglia reale Savoia. Collaborò con Luigi Prinotto realizzando mobili in stile francese, ma con interpretazione piemontese, decorati con raffinati intarsi realizzati con il sapiente abbinamento di noce, palissandro, bois-de-rose e avorio.

NEOCLASSICISMO

La tendenza prende spunto dalle scoperte archeologiche a Pompei ed Ercolano, ma diventa una ricerca di nuovi volumi e decorazioni. In Russia Caterina fa arredare con questo stile le residenze reali, commissionando i mobili ad artisti inglesi, francesi e italiani. In Inghilterra, Robert Adam è l’artefice di mobili , raffinati dalle forme armoniche e geometriche. I decori richiamano gli affreschi etrusco-romani: ghirlande, grifoni alati, greche e festoni. Gli intarsi sono realizzati con legni chiari e dorati come il palissandro, il bois-de-rose e il pioppo. Spesso il legno viene dipinto di bianco; decorato poi con motivi neoclassici (foglioline, palmette, teste di montone) color rosso-pompeiana e filettato in oro. Sugli schienali ovali sono spesso traforati la lira, il vaso o lo scudo.

LUIGI XVI

Lo stile, nato nel 1755-1760, assorbe le caratteristiche del Neoclassicismo. Ogni mobile, utilizzando la tecnica della “marqueterie” ovvero dell’intarsio, è decorato con festoni, ghirlande, volute floreali e paesaggi romani. Nel centro di porte e sportelli vengono applicati r tondi oppure ovali in porcellana finissima raffiguranti scene idilliache di fanciulle danzanti o vasi ricolmi di fiori. Importante in questo periodo è “la  commode” , Il “secrétaire”, se appoggiato contro il muro si chiama “en armoire”, se posto in centro-sala si denomina “secrétaire a cilindro”. Le sedie, con dimensioni ridotte, possiedono gambe diritte rastremate verso il fondo con scanalature verticali, oppure gambe con un intaglio a spirale sormontato da foglie di acanto. Il legno, generalmente noce, viene dipinto con un delicato color avorio. Grande importanza acquistano i letti, quasi sempre imbottiti o rivestiti con tessuti pregiati. Le parti in legno si presentano dorate, dipinte o al naturale.

IMPERO

Si diffonde in Europa (esclusa l’Inghilterra) a seguito delle incursioni militari e politiche di Napoleone. I mobili si presentano geometrici, simmetrici, lisci, compatti e austeri. I bronzi si diradano e assumono disegni a losanga o rettangolari raffiguranti palmette, foglie, aquile, delfini, leoni alati e sfingi. Sui montanti vengono inserite colonne culminanti con una testina in bronzo dorato. Il legno utilizzato è il mogano. In onore di Napoleone dilagano decorazioni allegoriche come l’aquila imperiale, la dea Fortuna, la Vittoria alata, le stelle, le api e simboli militari, quali la saetta, i cannoni e le spade. Il cigno, iI motivo più ‘ amato dall’imperatrice, si trovo scolpito n tutto I tondo sui braccioli delle poltrone. Anche In lettera “N”, circondata da due serti di alloro, viene riprodotta ovunque. Le sedie hanno gambe lisce e a sciabola.

REGENCY

Lo stile si sviluppa nel periodo compreso fra la reggenza e l’incoronazione di Giorgio IV (1811- ‘ I 1820) e copre il periodo che intercorre tra il 1700 ) e 1840 circa. È uno stile che riguarda solo l’Inghilterra e si pone come antagonista dello stile Impero francese. Abbandonati per esaurimento il Neoclassicismo, il Chippendale e lo stila leggero di Hepplewhite e di Adam, emerge come guida stilistica Thomas Sheraton, che riproduce con “freddezza” i modelli greci, romani ed egiziani. Le ricche dimore sono invase da poltroncine in stile greco con gambe a sciabola e braccioli sostenuti da cariatidi, da tripodi in mogano con sostegni raffiguranti teste di leoni che terminano in un’unica zampa. I mobili più pregiati vengono costruiti in mogano e rifiniti da filettature in ottone. I manufatti più piccoli, come quelli da toeletta, e i piccoli tavoli da lavoro con rotelle utilizzano il palissandro e l’acero. Verso la fine del Regency, con l’avvento dell’industrializzazione, si assiste al diffondersi di una certa grossolanità molto lontana dall’eleganza di T. Sheraton e dalla fedeltà archeologica di T. Hope. Si avvertono le esuberanze stilistiche del primo periodo vittoriano.

BIEDERMEIER

Lo stile nasce in Austria nel 1815 Congresso di Vienna) e perdura fino al 1848 (vigilia dei moti rivoluzionari). Il nome deriva dal personaggio caricaturale ispirato al vecchio insegnante (Samuel Friedrick Santer) che descrive l’avvilimento del cittadino medio borghese tedesco tradito nelle aspettative democratiche e Iiberali suscitate dalla Rivoluzione francese. In questo periodo, lo stile dell’arredamento diventa l pratico e funzionale, rispondente a un gusto semplice e senza pretese. Eliminati intagli e bronzi compaiono solo pilastrini e palmette. Le forme sono curvilinee. Nell’insieme è forte la stilizzazione geometrica. Per la costruzione dei manufatti. Il vengono utilizzati legni da frutto molto chiari o biondi come l’acero, la betulla, il faggio rosso e il ciliegio. Il Biedermeier fu ritenuto goffo, piccolo borghese, specchio di una società priva di gusto e originalità. Oggi invece viene rivalutato, definendolo uno stile di rottura proiettato nel futuro. Bellissime sono le sedie che presentano degli originali schienali nei quali si possono osservare le inusuali forme a ventaglio, a foglia, a voluta intrecciata. Le poltrone e i divani si fanno comodi e avvolgenti con morbide imbottiture, accostati a tavolini per il tè, a piccoli manufatti da lavoro per le signore o a vetri nette per esporre le porcellane. Il mobile più prestigioso è ancora il “secrétaire”, ricco di cassetti e ripostigli segreti. Lo stile Biedermeier si diffonde solo nei paesi di lingua tedesca, con qualche incursione in Svezia e in Russia. All’interno dell’area tedesca sono presenti alcune differenziazioni formali fra il Biedermeier austriaco, curvilineo e armonioso, e quello tedesco realizzato con maggiore pesantezza. In Francia si diffonde lo stile Carlo X (1815-1830) caratterizzato dalla ricerca di semplicità ed eleganza in cui permangono elementi dello stile impero. Innovativo è l’uso del legno chiaro e dorato, pochissime sono le applicazioni in bronzo. Fra i motivi decorativi resistono la palmetta, la Iira, il collo di cigno, il delfino, senza l’aulicità del gusto Impero. Verso il 1830 si assiste a un ritorno dello stile gotico che si afferma con il diffondersi del Romanticismo.

Curiosità

“Herr Biedermeier” è considerata la persona medio borghese, onesta, che non ama il lusso ma desidera le comodità. Nella sua casa sono presenti solo mobili piacevoli e solidi che durano nel tempo.

MOBILE AMERICANO

Nell’ America del Nord non nasce uno stile originarie. I mobili si rifanno a quelli provenienti dall’Inghilterra, sono tuttavia più semplici, sia nelle forme sia nei decori. Le sedie “Windsor”, ad esempio, le più apprezzate, hanno delle caratteristiche diverse rispetto a quelle inglesi: il sedile è più massiccio e le zampe appaiono più divaricate. Lo stile che si impone maggiormente, verso la seconda metà del XVIII secolo, è il Chippendale, con i tavoli e i tavolini da lavoro caratterizzati da zampe a sfera o ad artiglio. Dopo il 1790 l’influsso inglese si attenua e compaiono i primi mobili in stile americano “Federale”. Artigiani francesi danno a questo stile un aspetto neoclassico privilegiando, ad esempio, le zampe a sciabola o diritte.

Shakers

Lo stile americano per eccellenze, bello e originale , è prodotto dagli Shakers, componenti di una setta cristiana nata in Inghilterra nel1747 e approdata in America del Nord nel1774. I manufatti realizzati sono apprezzati per la qualità, la sobrietà e la funzionalità. Il mobile Shakers, costruito in legno di pino o betulla, è verniciato a poro aperto prevalentemente in rosso e nero. Una sedia a dondolo Shakers si trova in quasi tutte le case rurali americane. [foto] pag 16

LUIGI FILIPPO E SECONDO IMPERO

I due stili prendono il nome dal re di Francia Luigi Filippo che regnò fino al 1848 e dal successore Napoleone III che governò dal 1848 al 1870. Si tenta, in questo periodo, di imitare con ostinazione gli stili del passato. Il fenomeno, denominato Eclettismo, attraversa l’Europa. Nascono così mobili pseudo gotici, pseudo rinascimentali, barocchi, Luigi XV e Luigi XVI, ma di scarsa qualità. Esteticamente sono sovraccarichi a tal punto da falsare gli armoniosi modelli di riferimento. Si utilizzano legni scuri ed esotici, come il mogano e l’ebano, sui quali si applicano decorazioni in bronzo, tartaruga, madreperla e smalto. Le gambe delle sedie diventano a capriolo, gli schienali delle poltrone si incurvano, i mobili abbondano di decorazioni scolpite nel legno ispirate al cigno, a composizioni di fiori e frutta e alla cornucopia. Nell’ epoca Secondo Impero l’eccentricità si fa ancora più marcata. Viene prodotto un divano a schienale contrapposto (a S) il “confident”, per conversazioni intime e un altro, l’”indiscret”, a tre posti con braccioli in comune. Gli armadi nelle camere da letto sono piacevolmente arricchiti da ante con grandi specchi in cristallo molato. Nell’arredamento, molto scenografico, si notano ricchi drappeggi, tende, passamanerie, stoffe di seta e tappeti. Anche il mobiliere di campagna si adegua allo stile creando mobili con linee più curve e morbide. Questi mobili, chiamati in Italia con un leggero senso di ironia “Filipponi”, se correttamente ambientati, appaiono caldi e simpatici. Durante il regno di Luigi Filippo (1830-1848) inizia tuttavia la costruzione industriale del mobile a scapito del lavoro prettamente artigianale, dell’inventiva e della qualità.

In questo periodo si prediligono schienali con linee molto curve, gambe e piedi a capriolo e poltrone con ampi sedili. Per garantire la comodità i piedi erano spesso dotati di rotelle.

ART NOUVEAU

Allo scadere del 1800, quasi a sancire la fine di un periodo stilistico piuttosto confuso, c’è una grande voglia di rinnovamento. Con il termine Art Nouveau, si identifica propriamente il movimento francese che in Austria è conosciuto come “Sezessionstil”, in Belgio “Modern style”, in Germania “Jugendstil”, in Inghilterra “liberty” e in Italia “Floreale”. I mobili hanno linee curve e morbide, che possono improvvisamente farsi asimmetriche e svettanti. Appaiono motivi floreali, viticci che si aggrovigliano, mazzi di fiori stilizzati, foglie, germogli, animali eleganti e sinuosi come il levriero, la farfalla e la libellula.

Gli elementi naturalisti ci sono utilizzati in Francia, mentre nei paesi di lingua tedesca si preferiscono rigorose decorazioni astratte o geometriche. L’ Art Nouveau è un movimento che si esprime anche nell’ architettura, nell’ arredamento e nelle arti minori.

ART DECO

Il nuovo stile influenza tutte le arti, dalla gioielleria, alla pittura, all’illustrazione, alla moda. Produce sia manufatti di altissima classe, per una il clientela esigente, sia oggetti accessibili a tutti. È  I caratterizzato da figure femminili dalle chiome fluenti e dal corpo esile, da levrieri, fontane zampillanti, cervi, stelle, palme e rigogliosi grappoli d’uva, Sono creati anche deliziosi mobili che si rifanno all’eleganza del XVIII secolo recuperandone le forme curvilinee e la simmetria. I decori, ispirati alla natura, sono stilizzati e inseriti ad intarsia su legni pregiati come l’ebano, il mogano e il palissandro. Molto in voga i rivestimenti in pelle come il cavallino, il serpente e il sagrì(zigrino), quest’ultimo ricavato da uno squaletto del Mediterraneo. Accanto allo stile Déco emerge una nuova scuola, non più mediata da ebanisti e grandi artigiani, ma da architetti e disegnatori che costruiscono e pensano i loro manufatti utilizzando materiali assolutamente rivoluzionari, come l’acciaio e il tubolare metallico. In Italia si diffonde il Déco progressista, influenzato dalla presenza, sul piano stilistico, di artisti legati al movimento Futurista. Splendidi i vetri, i cristalli, le argenterie e soprattutto le porcellane. Fra il 1920 e il 1930 vengono prodotte anche radio con decori ispirati al Déco. A Gio Ponti (1891-1979), il più conosciuto fra gli architetti e progettisti dell’ epoca, si devono un’ enorme quantità di mobili, oggetti e ceramiche creati industrialmente con un pregevole design.

MOBILE RUSTICO

Rustici si intendono i mobili campagnoli molto massicci, talvolta intagliati, realizzati durante lo stile Luigi Filippo. Caratteristici sono anche i cassoni, costruiti durante il periodo gotico, nei quali veniva contenuta la dote della sposa e i solidi tavoli. In stile Barocco comparvero invece i comodini e gli armadi.


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