Nel 600 scopriamo invece una vasta varietà di mobili ed un alta qualità nel confezionarli, gli artigiani veneti non producevano più esclusivamente per la nobiltà veneziana ma erano chiamati anche da ricchi borghesi e da principi sia italiani che stranieri. Per esempio, i duchi di Mantova, incaricarono l’ambasciatore di reperire mobili pregiati a Venezia per il loro palazzo.
Ecco allora che i falegnami veneti, si riunivano in corporazioni dal nome di “fraglie” “arti” o “scuole” dal luogo di riunione, chiamato anche “albergo”. I falegnami si dividevano poi in “ casseleri” , addetti a casse, cassoni nuziali e stipi; “ da fabbrica” , addetti alla carpenteria e agli infissi nell’edilizia; “ da noghera” , addetti alla costruzioni del mobile; “ remisseri” , spcializzati ad intarsiare, lastronare e impiallacciare; “ da soaze” , addetti a specchi e cornici, i quali collaboravano con gli “ squeraroli” nelle costruzioni delle gondole ed erano detti “ falegnami da negro”.
